Abarth: un grande ritorno
Pubblicato Venerdì 21 Settembre 2007 in Teoria, Auto, Preparatori, Preparazioni, Fiat, Fiat, Abarth
Un passato glorioso che si fa presente, una passione vincente ieri come oggi: è questo il concetto che guida il progetto di rilancio del marchio Abarth da parte di Fiat Group Automobiles. Da sempre sinonimo di vetture grintose, di sfide, di passione e di grandi emozioni, Abarth torna con una nuova linea per far sognare tutti gli amanti dell’automobilismo sportivo. La novità sta proprio nel richiamo, in chiave moderna, a tutte le attività che nel passato svolgeva la Abarth & C. a partire dalle corse, per poi passare ai prototipi e ai kit di trasformazione delle vetture, fino ad arrivare a veri e propri accessori di moda che riflettono lo stile Abarth. Espressione di una vera e propria filosofia di vita sportiva, quindi, la nuova società agirà su più fronti: innanzitutto l’ambito “racing”, l’universo più spiccatamente sportivo delle corse, dei trofei monomarca e delle vetture preparate per i clienti privati. Il secondo ambito è quello commerciale che comprenderà il tuning - quindi la produzione di kit per l’elaborazione - e una diffusa attività di licensing e merchandising.
Introduzione
Insomma, intorno al marchio Abarth sta nascendo un vero e proprio mondo, imperniato su un nucleo di valori che nei decenni scorsi ne ha determinato la grande fortuna: innovazione nel design, utilizzo di materiali d'avanguardia, cura del dettaglio. Alla base di tutto, la più autentica passione per l'automobilismo, senza dimenticare il patrimonio umano e tecnologico, oltre all'orgoglio professionale delle migliaia di persone, tecnici, operai e dirigenti che nel tempo si sono avvicendati nelle fabbriche, negli uffici e sui campi di gara.
La prima interpretazione Abarth è stata applicata alla Grande Punto - l'iniziativa successivamente sarà estesa ad altri modelli che da questo mese è in vendita in Italia, entro l'anno sarà commercializzata anche in Svizzera e nel corso del 2008 sarà disponibile in altri mercati. E il ritmo dei lanci sarà estremamente serrato: da oggi a fine 2008 sono infatti previsti ben quattro nuovi prodotti. E i programmi di sviluppo del brand rendono necessario a breve un ampliamento della capacità produttiva: nel giro di qualche mese sarà pronta la nuova sede Abarth presso lo stabilimento di Mirafiori, che accorperà le funzioni manufatturiere, di progettazione e gestionali dell'azienda.
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Questa intensità spiega la scelta di dare ad Abarth il rilievo di un brand autonomo, gestito da un'azienda indipendente (Abarth & C. S.p.A., controllata al 100% da Fiat Group Automobiles) e la cui distribuzione è affidata a una struttura commerciale esclusiva articolata in quattro livelli: flagship, concessionarie, preparatori specializzati e officine di assistenza.
Agile e veloce (nel pieno spirito del marchio), la struttura Abarth & C. S.p.A è affidata al Chief Executive Officer Luca De Meo e si articola in tre aree di attività: Business Operations, Engineering & Manufacturing Operations e Racing Operations. La prima area è affidata ad Antonino Labate, con il compito di definire i prodotti e i servizi per la personalizzazione estetica (car kitting) e prestazionale (car tuning) di vetture sportive di serie, di organizzare la rete di vendita e di assistenza; gestire le attività di merchandising e licensing riguardanti il marchio Abarth.
La seconda attività, Engineering & Manufacturing Operations, è affidata a Paolo Ollino con il compito di assicurare lo sviluppo tecnico, a produzione e le attività tecniche di messa a punto e assistenza delle vetture da competizione, di garantire lo sviluppo dei prodotti per il car kitting e il car tuning, lavorando in sinergia e collaborazione con la Funzione Engineering e Design di Fiat Group Automobiles (guidata da Harald Wester).
Infine, guidato da Claudio Berro, Racing Operations ha l'obiettivo di coordinare la partecipazione delle vetture Abarth alle competizioni automobilistiche nazionali e internazionali, organizzare i trofei riservati ai clienti privati, gestire i rapporti con i clienti sportivi e con gli sponsor.
Non ultimo, Abarth si avvale del contributo di Paolo Martinelli, responsabile della Direzione Motori della Gestione Sportiva di Ferrari fino ad ottobre 2006, e che oggi guida la Direzione Sviluppo Motori Benzina di Fiat Powertrain Technologies.
Grande Punto Abarth 1.4 turbo da 155 CV
Il lancio della Grande Punto Abarth è un omaggio alle tante piccole Fiat del passato che il magico "tocco" Abarth ha reso grintose, dinamiche, sportive: veri "scorpioni" in grado di pungere sul vivo la passione di migliaia di automobilisti con il gusto della sfida, della velocità e dello stile italiano. E oggi, la Grande Punto Abarth vuole rinverdire i fasti di quelle vetture prestazionali offrendo la possibilità, soprattutto ai giovani, di entrare in un mondo di sportività in completa sicurezza e a un prezzo accessibile.
La Grande Punto Abarth è equipaggiata con motore 1.4 benzina turbo da 155 CV. Abbinato a un cambio meccanico a 6 marce, il propulsore permette alla vettura di raggiungere una velocità massima di 208 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 8,2 secondi. Oltre che un piccolo campione di prestazioni, la Grande Punto Abarth è una vettura sicura e rispettosa dell'ambiente. Sicura perché l'intervento non si limita al motore e all'aerodinamica: il dimensionamento dei freni e l'assetto della vettura sono stati ridisegnati in funzione delle aumentate prestazioni. Ed è rispettosa dell'ambiente perché, pur con molti cavalli in più del modello da cui deriva, rispetta le stesse normative sul rumore e sulle emissioni (motore omologato Euro 4).
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Sviluppata dai progettisti Abarth insieme ai tecnici che hanno fatto nascere la Grande Punto Fiat (una delle auto di maggiore successo d'Europa), la Grande Punto Abarth viene assemblata in fabbrica con tutte le regole e i controlli di una produzione industriale di serie.
Fin dalla prima occhiata, la Grande Punto Abarth colpisce per la grinta e l'eleganza. Rispetto alla normale produzione, si caratterizza per le carreggiate allargate di 6 millimetri, per cerchi in lega da 17" e per le fasce laterali rosse con scritta Abarth. Inoltre, il paraurti anteriore è specifico e integra i fari di profondità, incastonati in calotte nere, mentre le prese d'aria sono adattate alle esigenze di raffreddamento del nuovo motore e quindi complessivamente maggiorate con un disegno esclusivo Abarth. Infine, le minigonne, i codolini passaruota e il fondoscocca in plastica nera formano una carenatura completa della parte inferiore, profilata per aumentare la resa aerodinamica, che va fino al paraurti posteriore rastremato. Ovviamente sulla vettura spicca il marchio Abarth posto al centro del frontale, del portellone posteriore e anche sui due lati all'altezza della maniglia.
L'intervento sulla vettura è però soprattutto prestazionale, e ha interessato il motopropulsore, i freni e l'assetto. Il motore è un 4 cilindri 16 valvole da 1.368 cm 3 (sovralimentato con turbo IHI a geometria fissa) che offre 155 CV a 5.500 giri/minuto e una coppia massima di 206 Nm a 5.000 giri/minuto. Inoltre, attivando la modalità "power boost", la coppia massima sale a 230 Nm a 3.000 giri/minuto (ben il 10% in più) e la guida, ad asservimento elettrico, modifica la taratura aumentando il carico per una connotazione maggiormente sportiva. I freni sono a disco su tutte le ruote; quelli anteriori sono ventilati con pinza fissa Brembo a doppio pistoncino.
Le sospensioni derivano dal collaudato schema della Fiat Grande Punto (anteriore Mc Pherson e barra antirollìo, posteriore a ponte torcente) opportunamente rivisto: la barra antirollìo è stata maggiorata (diametro 19 mm), le molle anteriori sono più rigide del 20% e l'assetto è stato ribassato di 10 mm. Con questi interventi la vettura garantisce una tenuta di strada impeccabile mantenendo un comfort elevato. E a conferma dell'attenzione per la sicurezza prestata nel progetto di questa vettura (pensata specialmente per i giovani), l'ESP è di serie e non è disinseribile.
Infine, anche salendo a bordo della vettura la personalizzazione Abarth è evidente: per esempio, su un lato della plancia fa bella mostra lo scorpione mentre la consolle centrale "effetto carbonio" è decorata con un motivo a cubi in rilievo. E ancora: la strumentazione adotta una grafica sportiva e la stessa caratterizzazione per volante e pomello del cambio che sono rivestiti in pelle nera con cuciture rosse. Non ultimo, i sedili sono molto ricercati, con poggiatesta integrato, supporto lombare e due "ali" per il trattenimento laterale all'altezza delle cosce (è possibile avere, a richiesta, il rivestimento dei sedili e della parte centrale della plancia in pelle "primo fiore").
Grande Punto Abarth con il kit "esseesse"
All'inizio del 2008 la gamma della Grande Punto Abarth sarà completata dal kit "esseesse" (Super Sport). Il kit "esseesse" è un kit prestazionale riservato alla Grande Punto Abarth, e può essere installato solo presso i centri di preparazione ufficiali Abarth. La preparazione può essere contestuale o successiva all'acquisto della vettura: in questo secondo caso, il limite massimo è un anno di vita o 20.000 Km percorsi. Al termine dell'intervento, è lo stesso preparatore a curare la pratica di omologazione della vettura: un piccolo servizio, ma soprattutto una garanzia in più per il cliente.
Con il kit "esseesse", la Grande Punto Abarth sviluppa una potenza quasi doppia rispetto al modello Fiat da cui deriva (un dato in linea con la storia: la Fiat 500 del 1958 offriva 13 cavalli, mentre la stessa vettura modificata Abarth arrivava a 26). Infatti, equipaggiata con un 1.4 da 16v potenziato a 180 CV (a 5.750 giri/min) e con una coppia massima di 272 Nm, la Grande Punto Abarth "esseesse" raggiunge i 215 km/h di velocità massima e accelera da 0 a 100 km/h in appena 7,7 secondi. Inoltre, il kit offre alcuni elementi estetici esclusivi, per esempio, gli adesivi con la scritta "esseesse" e quelli con la bandiera a scacchi. Inoltre, completano il kit i cerchi in lega da 18" e alcune specifiche modifiche meccaniche per un diverso comportamento dinamico come dimostrano il particolare assetto (le sospensioni, sia anteriori sia posteriori, sono state ribassate di ulteriori 20 mm rispetto alla Grande Punto Abarth) e un impianto frenante più performante (i dischi anteriori sono forati e forniti con pastiglie alto prestazionali). Dunque, il kit "esseesse" è un prodotto integrato e sicuro in quanto il motore non può essere preparato senza effettuare contemporaneamente il potenziamento dei freni e la modifica dell'assetto. E tutto questo sarà possibile solo nei centri di preparazione Abarth.
Merchandising & Licensing
A supporto e completamento della strategia di rilancio del Marchio, Abarth & C. è impegnata parallelamente su due fronti. Da un lato lo sviluppo di una serie di accordi in licenza con primari operatori nei diversi settori merceologici; dall'altro lato un impegno diretto della società attraverso un'attività di sviluppo e realizzazione di oggetti in merchandising. Ovviamente, la politica di distribuzione di questi oggetti sarà coerente con l'immagine di Abarth.
Inoltre, per quanto concerne l'attività di licensing, ad oggi sono stati siglati alcuni accordi con partner di eccellenza in settori che vanno dal publishing ai prodotti tecnici, dagli additivi prestazionali al modellismo. Infine, nel breve periodo sono previsti altri importanti accordi nel campo dell'abbigliamento e del "total look" firmato Abarth.
Racing: una lunga tradizione di record e vittorie sportive
Fondata nel 1949 dall'austriaco Carlo Abarth, l'azienda ha esordito nel mondo delle corse con la 204 A Roadster (derivata dalla Fiat 1100), capace di vincere immediatamente il campionato italiano 1100 sport e quello di Formula 2. Ma l'ascesa del marchio nell'immaginario degli appassionati di motori è costante, incessante, e con il trascorrere del tempo diventa quasi imperiosa, toccando il proprio apice alla fine degli anni 50 e lungo tutti gli anni 60. Carlo Abarth costruisce il mito dello "scorpione" con una dedizione assoluta e un'attività quasi frenetica, nella quale si intravedono le caratteristiche del genio. Le tappe di questo exploit continuo, di questa storia di successo quasi senza paragoni, si susseguono secondo un ritmo che lascia sbalorditi ancora oggi. Una lunga marcia a suon di record, trionfi, intuizioni epocali che cambiano il modo di vivere le auto sportive.
Con una Fiat Abarth 750 carrozzata Bertone nel 1956 sigla una lunga serie di record di durata e velocità: il 18 giugno, sulla pista di Monza, batte il record delle 24 ore dove copre 3.743 km a una velocità media di 155 km/h. Poi, dal 27 al 29 giugno, sullo stesso circuito lombardo, anella numerosi record: i 5.000 e i 10.000 km, le 5.000 miglia e anche le 48 e le 72 ore. Il successo fu internazionale, addirittura l'autorevole giornale tedesco "Das Auto Moto Und Sport" nel n°15 del 21 luglio del 1956 dedica la copertina alla Abarth 750. La medesima vettura fu carrozzata Zagato in due versioni differenti la Fiat Abarth 750 Zagato (1956) e la Fiat Abarth 750 GT Zagato (1956). L'11 ed il 12 maggio del 1957 alla 24esima Mille Miglia erano presenti ben 20 vetture dello "scorpione" nella classe 750, di queste ben 16 terminarono la gara.
Nel 1958 Abarth compie un vero e proprio capolavoro sulla nuova Fiat 500, trasformando completamente la piccola utilitaria ed esaltandone al massimo le potenzialità.
Nello stesso anno diventa sempre più stretta la partnership con Fiat, che si impegna a riconoscere premi in denaro alla Abarth in base al numero di vittorie e record che la scuderia sarebbe riuscita a realizzare. Un evento che sta alla base dell'impressionante palmares a venire: 10 record del mondo, 133 record internazionali, più di 10.000 vittorie su pista.
Il mito cresce sempre più, entrando persino nel linguaggio comune. Gli anni 60 sono il decennio d'oro di Abarth. Dire "Abarth" significava dire "velocità", "coraggio", "prestazione", "modifica". Ed è davvero lungo l'elenco delle vetture che hanno scolpito il nome Abarth nella storia dell'automobilismo: dalla 850 TC, che vinse su tutti i circuiti internazionali compreso il Nurbrugring, alla Fiat Abarth "1000 Berlina" fino alla 2300 S, che sul circuito di Monza infila una straordinaria serie di record nonostante condizioni atmosferiche proibitive.
Nel 1965 Carlo Abarth volle realizzare di persona un record. Il 20 ottobre 1965 sulla pista di Monza con la Fiat Abarth "1000 Monoposto Record" Classe G, potenza 105 CV siglò il record di accelerazione sul quarto di miglio e sui 500 metri mentre, il giorno successivo con una monoposto classe E da 2000 cc, siglò i medesimi primati per classi superiori. Anche questa volta un aneddoto dice molto delle tenacia di quest'uomo, che per poter entrare nell'angusto abitacolo e poter condurre alla vittoria le sue vetture dovette perdere 30 kg di peso all'età di 57 anni.
Dal 1971 la Abarth diventa a tutti gli effetti di proprietà di Fiat Auto, e l'ultima vettura alla cui realizzazione partecipa attivamente il fondatore del marchio è la A112 Abarth. E nel corso degli anni 80 la storia prosegue con vetture celebri quali la Ritmo Abarth e la Fiat 131 Abarth con la quale è stata per ben tre volte campione del mondo rally: nel 1977 e 1978 con Markku Alen (padre di Anton Alen, attuale pilota della scuderia Abarth) e nel 1980 con Walter Röhrl.
Oggi l'Abarth eredita l'attività della Squadra Corse Fiat, e riparte nel mondo dei rally sotto il segno del successo. Infatti, l'anno scorso la Grande Punto S2000 ha vinto tutti i campionati che ha disputato: l'International Rally Challenge, l'Europeo e l'Italiano.
Grande Punto Abarth S2000
Vettura da competizione destinata alle Scuderie, la Grande Punto Abarth S2000, tramite il Reparto Corse, sta disputando il Campionato Italiano di Rally 2007 con il pilota Giandomenico Basso, con il suo navigatore Mitia Dotta, e il Campionato IRC (Intercontinental Rally Challenge) con i piloti Anton Alen, Andrea Navarra, e Umberto Scandola. Equipaggiata con un motore aspirato di 2000 cc da 270 CV e una trazione 4 Ruote Motrici, la nuova Grande Punto Abarth S2000 è l'erede della versione vincitrice nel 2006 dell'Europeo e dell'Intercontinental Rally Challenge con Giandomenico Basso e Mitia Dotta, oltre che trionfatrice del Campionato Italiano Rally 2006 con 7 vittorie. Da sottolineare che la vettura prodotta ad oggi in circa 25 esemplari è stata ordinata da diverse Scuderie, non solo europee, per competere nei Rally Internazionali e Nazionali. E oggi, forte di questa avanzata tecnologia, la nuova Grande Punto Abarth S2000 sta affrontando, da leader, i due campionati con la stessa determinazione.
Il responsabile della gestione sportiva (Racing Operations) di Abarth & C. Spa è Claudio Berro, che può dunque avvalersi di uno staff di grande esperienza nel settore racing oltre a un prestigioso team di piloti.
Trofei Monomarca
I trofei promozionali fanno parte del DNA di Abarth. Risale al 1977 la prima edizione del Trofeo A112 Abarth, primo campionato monomarca nei rallies, che aveva protagonista la Autobianchi A112 Abarth 70HP. Una vettura piccola e scattante, che ben si è adattata ai percorsi difficili e impegnativi dei rallies, portando al successo e alla notorietà moltissimi piloti italiani. Un compito che ha assolto per otto anni, fino al 1984. Fiat ha poi proseguito la sua politica nei confronti dei giovani piloti attraverso i campionati Fiat Uno, Uno Turbo, i Trofei Fiat Cinquecento, Seicento e Punto, fino ai più recenti Fiat Panda Rally Cup, Fiat Abarth Nazionale e Internazionale.
Quest'anno la tradizione viene rispettata con la grande novità rappresentata dal Trofeo Abarth Grande Punto ORO DIESEL, il campionato riservato alle Fiat Grande Punto R3D che precorre i tempi presentando una vettura già configurata secondo i regolamenti tecnici internazionali che entreranno in vigore nel 2008. Infatti, la Fiat Grande Punto protagonista del trofeo segue dettami tecnici del Gruppo R e ha un motore diesel Multijet di 1900 cm 3 . Per la sua elaborazione è stato predisposto un apposito kit, in vendita a circa 30.000 Euro, che prevede tutte le misure di sicurezza e le componenti meccaniche necessarie alle competizioni. La vettura riservata ai "trofeisti" potrà essere acquistata presso la rete di vendita Fiat Italia a un prezzo scontato del 25%. Il campionato 2007 si articola su 6 gare tutte su asfalto, di cui 5 del Campionato Italiano Rally. Come sempre interessante il montepremi di oltre 300.000 Euro in denaro e programmi che prevede la prosecuzione della carriera per il vincitore.
Inoltre, nel 2007 è stato organizzato anche un campionato monomarca riservato agli altri modelli da competizione della Fiat e, in particolare alla Fiat Punto Super 1600 e alla Fiat Panda Kit e 100HP. Infine, la novità più evidente è che il Trofeo Fiat Panda cambia formula, con la possibilità di correre con la propria vettura e con un proprio team. Anche in questo caso il montepremi è molto consistente: oltre 100.000 Euro.
Source: Fiat - Abarth
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